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Spazio sorrisi...
Lo space stava diventando troppo pesante,
ho spostato il guestbook,
vi aspetto là!
Trovate il link anche sull'immagine sotto il titolo.
Piano piano vi trasferisco tutti!
Un sorriso,
il mio sorriso
a te che,
navigando,
sei approdato
alla mia panchina!
persone vere... reali... in tutti i sensi
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la vita... spesso un sogno... da trasformare in realtà!non arrenderti mai, lotta sempre per i tuoi sogni...
8/16/2008
7/21/2008 Mattinata di domenica,
una pigra passeggiata al mercato in cerca di nulla…
la scusa era comperare le pesche nello stesso banco della settimana scorsa…
![]() buone, succose e… convenienti!
Già, ma io sono costituzionalmente incapace
di andare al mercato
e non fermarmi a curiosare nelle varie bancarelle…
guardare, frugare…
la mente che va per conto suo…
lo sguardo che soppesa la merce esposta… ![]() All’improvviso le vedo…
un paio di ciabattine dorate…
niente di particolare ma
scatta l’interruttore della memoria.
Clik
Mi ritrovo bambina…
L’estate, le vacanze con la sua famiglia erano sacre per mio padre…
si prendeva un mese di ferie e…
via, al Lido di Venezia,
dove viveva una nipote sposata che aveva una figlia della mia età.
![]() Prendevamo in affitto un appartamentino
e lì trascorrevamo le nostre vacanze al mare. ![]() Ricordo l’ossessione di mia madre per le valigie
(non è come dire spostare una famiglia di quattro persone per un mese…)
Ricordo il baule della macchina straripante….
L’autostrada che da Verona ci portava a Venezia…
Il primo pino marittimo che compariva all’improvviso
piantato nello spartitraffico
e che mi dava la sensazione di essere arrivata… ![]() Il lungo ponte che unisce Mestre a Piazzale Roma…
L’odore di salmastro che colpiva le narici transitando su di esso…
L’inevitabile corsa per prendere il ferry boat
che ci avrebbe portato al Lido con la macchina…
![]() L’impazienza di sbarcare…
Finalmente siamo arrivati, siamo al mare.
La prima sera, era consuetudine,
anche per non affaticare mia madre già provata
dalla sistemazione della casa,
andare a mangiare in una rosticceria che c’era sul Gran Viale,
quante mozzarelle in carrozza, per me erano una prelibatezza! ![]() Finito di mangiare arrivava il mio momento:
tutti gli anni mia madre mi comprava un paio di ciabattine dorate
da portare alla sera, come aspettavo quel momento...
le ciabattine per me bambina erano il simbolo di vacanza, di mare…
e poi mi sentivo grande con le ciabattine dorate!
La scelta era sempre molto laboriosa…
ma alla fine uscivo dal negozio con le mie ciabattine già ai piedi,
felice e contenta.
La prima serata di vacanza
si concludeva inevitabilmente con un gelato
alla gelateria “Tita”
allora la più rinomata del Lido.
![]() Questa mattina mi sono comprata le ciabattine
adocchiate sulla bancarella!
![]() 7/14/2008 L’altra notte mentre rientravo a casa da una piacevole serata a teatro,
sul sentierino lastricato che conduce al portone di casa
ho visto saltare silenzioso un ranocchio.
![]() Il principe ranocchio
![]() Quando abitavo ancora nell’altra casa
con le porte d’ingresso che davano direttamente sul giardino
ricordo che un anno, in autunno,
una sera tra la porta a vetri e la porta di legno della cucina
trovai rifugiato, forse per proteggersi dal freddo in arrivo,
un piccolo ranocchio.
![]() Se ne stava lì, immobile e silenzioso e io non ebbi cuore,
come facevo tante volte in estate,
di prenderlo delicatamente in mano per deporlo sul prato,
lo lasciai lì e lì trascorse praticamente tutto l’inverno.
![]() In realtà compariva solo alla sera,
durante il giorno non lo si vedeva quasi mai,
alle volte si rifugiava sulla soglia sopraelevata del locale,
da noi definito cantina,
che era in realtà una dispensa spaziosa
e per accedere alla quale bisognava uscire di casa.
A quel tempo mia madre era più vigorosa di adesso
ed era lei che si occupava sempre della cucina
e della gestione delle provviste,
visto che lo spazio c’era e che il supermercato più vicino
era in un altro paese tendevamo ad accumulare
per non dover correre ogni momento ad acquistare
ciò che eventualmente fosse mancato.
Vuoi per un caso, vuoi per l’altro,
mia madre si recava più volte al giorno in “cantina” e
alle volte spariva per delle buone mezz’ore.
Mai capito cosa avesse da fare di così impegnativo!
Sta di fatto che,
dal momento della comparsa del ranocchio,
non ricordo come, nacque la fola del principe ranocchio.
![]() Quando mia madre spariva per un po’ in “cantina”
al suo rientro la prendevamo regolarmente in giro
chiedendole se si fosse intrattenuta in “dolce” compagnia
del principe ranocchio.
Più di una volta l’abbiamo esortata a dargli un bacio
dicendole che magari sarebbe magicamente apparso un bel principe!
![]() Mia madre rideva e ci dava degli sciocchi…
ma intanto per tutto l’inverno
il principe ranocchio la accompagnava in “cantina”,
non è una barzelletta, l’ho visto più di una volta saltellare al suo fianco
e fermarsi discretamente sulla soglia. ![]() Finito l’inverno il ranocchio si fece meno assiduo
ma non abbandonò mai completamente la sua postazione.
Chissà che fine ha fatto ora il ranocchio?
Chissà cosa sarebbe successo
se mia madre si fosse decisa a dargli un bacio,
in fondo non era poi così brutto ed era anche molto discreto!
![]() 6/30/2008
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